Lavorare in Inghilterra nel 2026: Visti, Requisiti e Guida Pratica

Sogni di lavorare in Inghilterra? Dopo la Brexit, le regole sono cambiate, ma il Regno Unito rimane una delle mete più ambite per i professionisti italiani. Per trasferirsi con successo nel 2026, non basta più solo un biglietto aereo: serve una pianificazione attenta che parta dal visto lavorativo fino alla logistica del trasloco. In questa guida analizziamo tutto ciò che devi sapere per iniziare la tua carriera oltremanica.

I requisiti per lavorare nel Regno Unito: Il Sistema a Punti

Per ottenere il permesso di lavoro, il Regno Unito adotta un sistema a punti (Points-Based System). Per essere idonei, i candidati devono accumulare almeno 70 punti, basati su criteri specifici:

  1. Offerta di lavoro (20 punti): Devi avere una proposta da uno “Sponsor” autorizzato dall’Home Office.

  2. Livello di competenza (20 punti): Il lavoro deve corrispondere a un livello di qualifica minimo (solitamente RQF 3 o superiore).

  3. Conoscenza dell’inglese (10 punti): Certificazione minima livello B1 (CEFR).

  4. Salario minimo (20 punti): Lo stipendio offerto deve soddisfare la soglia minima prevista per quel settore.

Le tipologie di visto più comuni

A seconda della tua professione e della tua situazione, esistono diverse strade:

  • Skilled Worker Visa: Il visto principale per chi ha un’offerta di lavoro qualificata.

  • Health and Care Worker Visa: Una corsia preferenziale per medici, infermieri e operatori sociali.

  • Graduate Visa: Permette a chi ha studiato in UK di restare a lavorare per 2 o 3 anni dopo la laurea.

  • Global Talent Visa: Per leader o potenziali leader nei settori della scienza, ricerca, arti e tecnologia.

Come trovare lavoro: I canali più efficaci

Il mercato del lavoro inglese è dinamico ma competitivo. Ecco dove iniziare la ricerca:

  • LinkedIn UK: Fondamentale per il networking e le posizioni corporate.

  • Indeed.co.uk e Reed.co.uk: I principali aggregatori di offerte generaliste.

  • Agenzie di Recruitment: Molto forti in UK, spesso specializzate in settori (IT, Finance, Healthcare).

Dal contratto al trasloco: La logistica

Una volta ottenuto il contratto e il visto, inizia la fase operativa. Organizzare un trasloco internazionale verso il Regno Unito richiede oggi una documentazione doganale specifica.

Noi di 3C Traslochi supportiamo i professionisti nel passaggio dall’Italia all’Inghilterra gestendo la pratica ToR (Transfer of Residence). Questo codice è essenziale per importare i propri mobili e beni personali senza pagare dazi doganali e IVA (VAT), risparmiando migliaia di sterline.


FAQ – Domande Frequenti su Lavoro e Vita in Inghilterra

Serve ancora il passaporto per andare a lavorare in Inghilterra? Sì, la carta d’identità non è più valida per l’ingresso nel Regno Unito. Per richiedere un visto lavorativo è indispensabile un passaporto in corso di validità.

Cos’è il National Insurance Number (NINo)? È il numero di previdenza sociale britannico. È obbligatorio per lavorare, pagare le tasse e accedere ai servizi sanitari (NHS). Si può richiedere solo dopo essere arrivati in UK.

Quanto costa la vita in Inghilterra? Londra è estremamente costosa, specialmente per gli affitti. Tuttavia, città come Manchester, Birmingham o Leeds offrono un ottimo equilibrio tra stipendi competitivi e costo della vita più contenuto.

Posso portare i miei mobili dall’Italia? Certamente. Grazie ai nostri servizi di trasloco settimanali, colleghiamo l’Italia con le principali città inglesi. Ci occupiamo noi di tutta la burocrazia doganale post-Brexit.

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