
Introduzione
Il sogno di trasferirsi in Inghilterra ha sempre affascinato molti italiani, attratti dalla sua cultura, opportunità lavorative e dalla vibrante città di Londra. Tuttavia, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il percorso per trasferirsi è cambiato drasticamente.
Se prima bastava preparare le valigie e partire, ora ci sono nuove normative da seguire. Ma non preoccuparti, in questa guida scoprirai tutti i passaggi essenziali per trasferirti in Inghilterra dopo la Brexit, dalle questioni burocratiche alle opportunità lavorative e le migliori città dove vivere.
1. Documenti necessari per trasferirsi in Inghilterra
Con la Brexit, i cittadini dell’UE, inclusi gli italiani, non possono più trasferirsi in Inghilterra senza un visto. Per soggiorni lunghi, è indispensabile capire quali documenti siano richiesti per vivere e lavorare nel Regno Unito.
Quali visti sono disponibili per i cittadini italiani?
A seguito della Brexit, il Regno Unito ha introdotto nuovi requisiti per i cittadini europei. I visti più comuni per trasferirsi in Inghilterra includono:
- Skilled Worker Visa: Per chi possiede competenze professionali richieste dal mercato britannico. Questo visto richiede un’offerta di lavoro da parte di un datore di lavoro britannico con licenza di sponsorizzazione.
- Graduate Visa: Ideale per chi ha completato gli studi universitari nel Regno Unito e desidera lavorare o cercare lavoro nel paese per un periodo fino a due anni.
- Global Talent Visa: Per persone altamente qualificate in ambito scientifico, accademico o artistico. Questo visto consente di lavorare in Inghilterra senza bisogno di un’offerta di lavoro preliminare.
Cosa cambia per i soggiorni brevi?
Per i soggiorni inferiori a sei mesi, come vacanze o visite a breve termine, i cittadini italiani non hanno bisogno di un visto. Tuttavia, non sarà possibile lavorare o studiare senza i permessi adeguati. Inoltre, è sempre consigliabile avere con sé un’assicurazione sanitaria internazionale, poiché il Regno Unito non fa più parte dell’European Health Insurance Card (EHIC).
2. Trovare lavoro in Inghilterra dopo la Brexit
Il mercato del lavoro inglese ha subito diverse trasformazioni a causa della Brexit, ma continua a offrire numerose opportunità in settori specifici. Se il tuo obiettivo è trasferirti in Inghilterra per lavoro, conoscere il contesto attuale è essenziale.
I settori con maggiore richiesta di lavoro
Alcuni settori continuano a crescere e offrono opportunità lavorative agli stranieri. Tra questi, troviamo:
- Informatica e tecnologia: Londra e Manchester sono poli tecnologici di fama internazionale, con un’elevata richiesta di sviluppatori, ingegneri informatici e esperti di intelligenza artificiale.
- Settore sanitario: Il NHS (National Health Service) è sempre alla ricerca di medici, infermieri e altro personale sanitario, soprattutto in seguito alle sfide imposte dalla pandemia di COVID-19.
- Ingegneria e costruzioni: In particolare per progetti di infrastrutture, l’ingegneria civile e ambientale rimangono settori cruciali.
Per cercare lavoro, puoi utilizzare piattaforme come Indeed, Reed, e LinkedIn, oltre che agenzie di collocamento specializzate in lavoratori stranieri. Tieni presente che è fondamentale avere un’offerta di lavoro prima di richiedere un visto lavorativo.
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3. Dove vivere in Inghilterra: le migliori città per espatriati
Scegliere la città giusta in cui trasferirsi è un passaggio cruciale per adattarsi alla vita nel Regno Unito. Ogni città offre uno stile di vita diverso e opportunità specifiche per lavoro e tempo libero.
Londra: Il centro cosmopolita
Londra è senza dubbio la destinazione più popolare per chi si trasferisce in Inghilterra. La capitale britannica offre innumerevoli opportunità lavorative, culturali e sociali. Tuttavia, è anche una delle città più costose al mondo in termini di affitto e costo della vita. Londra è perfetta per chi cerca un ambiente multiculturale e una vasta gamma di attività ricreative, ma bisogna essere pronti ad affrontare prezzi elevati.
Manchester: Tecnologia e innovazione
Manchester è conosciuta come la “seconda città” d’Inghilterra, con un forte sviluppo nel settore tecnologico e delle startup. Grazie a un costo della vita inferiore rispetto a Londra, Manchester è molto attraente per giovani professionisti e studenti. Inoltre, offre una vivace scena culturale e musicale.
Brighton: Vita sul mare
Per chi preferisce vivere vicino al mare, Brighton è una scelta eccellente. Questa città è conosciuta per il suo spirito alternativo, le spiagge, e la comunità accogliente per gli espatriati. Brighton è anche una meta popolare per chi lavora a Londra, grazie alla sua vicinanza e al buon collegamento ferroviario.
Bristol: Innovazione e creatività
Bristol è un centro creativo e tecnologico, con un’ampia scena culturale e una forte comunità di espatriati. La città è famosa per la sua vivibilità e per l’offerta lavorativa nel settore delle arti, media e ingegneria.
FAQ: Domande Frequenti sul Trasferimento in UK
Il modulo ToR1 è obbligatorio? Sì, è l’unico modo per importare i tuoi beni senza pagare dazi e IVA. Va richiesto online prima che le merci arrivino alla dogana britannica.
Quali sono le tempistiche di sdoganamento? Con la documentazione in regola (ToR1 approvato e lista di carico accurata), i tempi sono solitamente rapidi, ma consigliamo sempre un margine di tolleranza per le ispezioni doganali.
Potete gestire voi la dogana? Ci occupiamo della parte logistica e del supporto tecnico per la corretta compilazione della documentazione, operando in sinergia con i broker doganali necessari per le formalità.
Le restrizioni si applicano anche ai libri e agli effetti personali? Sì, ogni bene deve essere dichiarato. Tuttavia, se sono beni usati da almeno 6 mesi, possono rientrare nelle agevolazioni fiscali per il trasferimento di residenza.
Cosa succede se il ToR1 non viene approvato in tempo? Le merci potrebbero essere bloccate in dogana e soggette a costi di magazzinaggio o tassazione piena. È per questo che la pianificazione anticipata è l’elemento critico di ogni trasloco UK.
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